Il designer

Alessandro La Spada è una delle firme più eclettiche e audaci nel panorama italiano dell’interior design con frequenti incursioni in settori ad alto tasso creativo: dal luxury, al lighting, dalla pelletteria alle moto custom,
dall’oggettistica al visual.

Curioso e sperimentale, attratto dalle contaminazioni tra arte, design e antichi mestieri, vanta una consolidata esperienza a fianco di marchi storici dell’arredo quali Visionnaire, Smania, La Murrina, tappeti Illulian, Besana, Longhi, Milldue, colossi del rivestimento come Antolini e giovani brand quali Clan Milano di cui è Art Director.

Da sempre Alessandro è affascinato dall’aspetto emozionale degli oggetti e da una vivace ricerca materica intesa come indagine introspettiva. I suoi progetti sono accomunati dal medesimo fil rouge in cui condensa suggestioni oniriche, cura per i dettagli, lusso e funzionalità sperimentale.

Ama definirsi un artista autodidatta con il piglio dell’artigiano piuttosto che un designer, nonostante abbia a lungo insegnato progettazione del mobile all’Interior Design Institute IDI’Ac e tenuto workshop alla Domus Academy. “Lo spazio non è un vincolo ma una sfida” in questo modo si esplica il costante slancio progettuale e la scelta di materiali organici e industriali, per dare forma a dimensioni dell’abitare esclusive e ricercate, passando dalle placide rive del lago di Garda agli spazi conviviali di un lussuoso hotel milanese, alle fredde latitudini di San Pietroburgo.

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Le linee

Metropolis

Per questa maniglia mi sono ispirato al capolavoro cinematografico METROPOLIS, film fantascientifico di inizio secolo. Considero questa maniglia come una piccola scultura dalle forme organiche, morbide e decise al tempo stesso.
Un personale omaggio a Maria, personaggio femminile del film, le cui sembianze saranno d’ispirazione per la realizzazione del robot HEL. Splendido esempio stilistico dell’espressionismo di inizio secolo.

Mahal

La fonte ispiratrice di questo progetto sono stati i decori di alcuni elementi del mausoleo di Agra in India , il TAJ MAHAL, considerato una delle sette meraviglie del mondo. Parrebbe che questa costruzione sia stata voluta nel 1632 dall’imperatore Moghul Shah Jahan in memoria della moglie Mumtaz Mahal.

Flavia

Un intreccio geometrico “avvolge un corpo ornandolo come una seconda pelle”. Il rimando ai calzari degli antichi romani è il pretesto per l’esercizio di stile di questo modello.

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